Floriano mi racconta che

transitando in macchina per una strada di periferia rimane colpito da lavori di sbancamento che avevano coinvolto anche tantissimi alberi di ulivo, ovviamente abbattuti e ridotti in pezzi con l'ausilio di motoseghe.
 

Si è fermato sul ciglio della strada e sceso dalla vettura, nel campo ormai devastato, una persona (risultata essere il proprietario del suolo), era intento a raccogliere e depositare quei poveri resti sul proprio camioncino per poi venderli come legna da ardere.



"Confesso che col cuore sanguinante, ho preteso che mi vendesse un pezzo di quella vita ingiustamente stroncata del peso di circa 100 kg., depositandola nel bagagliaio della mia auto".

Avevano circa 160 anni ha commentato, ma erano ancora forti e produttivi, io ho preferito il danaro, in fondo erano solo alberi, nulla di importante.

Sono andato via senza neppure rivolgergli un saluto, riprendendo mestamente la strada del rientro.

Mentre ero alla guida e sentivo il gradevole profumo d'ulivo che ancora emanava, già immaginavo a come trasformare quel resto di natura in modo che in qualche maniera, potesse continuare a rappresentare la sua lunga esistenza.

La figura che è nata dal mio lavoro è quella del busto di un puledro dallo sguardo stravolto e rabbioso per avere subito quella ingiusta sorte, la mia consolazione conservare almeno un suo ricordo.

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Io sono del parere che sì lo sguardo è rabbioso per aver perso la vita ma anche riconoscente per non essere stato arso ma trasformato in un'entità che non avrà fine.



Sei stato bravissimo Floriano
gli hai ridato vita.